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Per l'edizione del Festival di Spoleto di quest'anno l'Associazione Culturale Harvey ha  presentato lo spettacolo : Tempo di Scirocco, un lavoro originale creato intorno all figura di Ernesto Ragazzoni, poeta, scrittore e giornalista italiano dei primi del '900.
Ripercorrendo alcuni aneddoti dalla vita di questo bohemienne piemontese attraverso la redazione di un giornale i personaggi sulla scena faranno ridere, pensare e commuovere grazie alla profondità e complessità delle parole di Ragazzoni.
Personaggi
Capo Redattore - Rodolfo Mantovani
Ernesto Ragazzoni - Andrea Dezi
Giornalista - Igor Horwat
Giornalista - Ewa Spadlo
Menelik -Una Signorina Impicciona - Fidanzata francese di Ragazzoni - Moglie di Ragazzoni - Natalia Strozzi
Pianoforte - Manuel Magrini
Luci e Suono - Stephan Luthi
Regia - Stefano Alleva
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Lo spettacolo è stato allestito presso il Tempietto di San Cipriano situato a Campello sul Clitunno ed ha avuto inizio Sabato 19 Giugno 2010 e si è concluso Domenica 27 Giugno.
Volevo ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto anche da lontano, quelli che sono intervenuti e tutti coloro che verrano alle prossime repliche visto il grande successo avuto in questi giorni al Festival.
Si procede a vele spiegate!!! Vi porto il saluto di tutta l' Associazione Culturale Harvey e di Stefano Alleva!
Un abbraccione grande,
Rodolfo Mantovani !
 
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Rassegna Stampa
La Roma di... Rodolfo Mantovani   
Di Valeria Silvestri  per EZ Rome

Ritrovare il riverbero di
un paesaggio umbro ai bordi della Tuscolana. Incredibile, ma vero. Almeno
a dar retta a Rodolfo Mantovani, attor giovane ma già noto al
grande pubblico grazie al ruolo di Primo Rivalta in La figlia di Elisa – Ritorno
a Rivombrosa
. Reduce da poco dallo spettacolo scritto e diretto da Pupi Avati per
il Todi Festival 2008 , Sorella Luna e le altre stelle, si appresta a tornare
in tivvù con il film dal cast internazionale Barbarossa, diretto da
Renzo Martinelli (Primo Carnera, Vajont, Il mercante di pietre),
dove interpreta la parte di un soldato lodigiano.

Abiti nei pressi di una strada tanto popolare quanto storica come la Tuscolana, oggi poi in particolare meta di cultura, divertimento e shopping. Tuttavia vita frenetica, traffico e carenza di parcheggi - mali endemici della città - sono cose a cui probabilmente un assisano come te non è abituato. Quali strategie di sopravvivenza hai messo in atto?

In realtà non sono proprio di Assisi. Vengo da Bastia Umbra, cittadina commerciale della Valle Umbra Nord, un po' fuori forse dai canoni classici delle cittadine umbre: 18.000 abitanti per 27 banche! Questo però significa che da noi si può più o meno capire quanto ci si impiega per spostarsi “seriamente”, tanto che ci mette pensiero recarsi a Perugia o a Spoleto per via della distanza... tutto questo una volta arrivato a Roma si è cancellato. Poi a Roma uso i mezzi quasi sempre, specialmente la Metro. L'unica incognita è rappresentata dalla distanza casa-Anagnina, soprattutto in alcune ore del giorno, come la mattina...

Il passaggio dalle dolci colline umbre ai palazzoni della periferia romana deve essere stato traumatico... 

Ho la fortuna di vivere in una casa isolata con vigne davanti e vista su Frascati, quindi devo dire che non sento molto la mancanza della mia Umbria. Quello che più mi affascina di Roma è che anche dietro ad un vicolo apparentemente normale, o in una semplice via di collegamento, si possono trovare, chiese, piazze, monumenti: meraviglie che ti lasciano col fiato sospeso, ed ogni volta mi chiedo se sia realmente possibile vederla tutta Roma, con la sua storia così sempre presente, piena di contraddizioni e di una bellezza che ti fa sentire nutrito nello spirito e nel corpo. E' una città universale e lo è da duemila anni... si sente, si percepisce e viverci mi rende molto felice.

Ma dì un po', c'entra qualcosa in questa scelta la vicinanza di un luogo simbolo per il cinema come Cinecittà?


Sì, in effetti è così! Trovandomi a girare a Frascati durante le riprese de La figlia di Elisa - Ritorno a Rivombrosa, ho trovato dapprima ospitalità e poi residenza nella casa dove sono adesso. Il mio amico studiava alla NUCT, la scuola che si trova in Cinecittà per la formazione di direttori della fotografia per il cinema. Quindi non è casuale la vicinanza con quello che fu un luogo magico per il cinema non solo italiano ma anche mondiale... e il sogno è sempre quello che ritorni come un tempo. I numeri ci sono tutti ed io sono pronto!
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 Rodolfo Mantovani e la sua storia da attore
di Luana Pioppi, www.umbriajournal.it
(Bastia Notizie) BASTIA U. 03 gen 08 - E' un attore giovanissimo e ha già partecipato, dopo anni di studio, ad una fiction: "La figlia di Elisa, il ritorno a Rivombrosa", per la regia di Stefano Alleva. E' Rodolfo Mantovani di Bastia Umbra. Intervistato da Marcello Migliosi, nel corso dell'edizione serale di Tef Channel, il giovane bastiolo ha ripercorso i suoi primi passi nel mondo del teatro e del cinema. "La mia storia personale - ha dichiarato Mantovani - è iniziata molti anni fa a Bastia Umbra con i primi tentativi di recitazione teatrale. Poi si è rafforzata in me la convinzione che, probabilmente, poteva essere una strada da seguire. Sono andato al centro teatrale di Perugia, ho cercato di capire che cosa fosse il teatro. Ho vinto il concorso, ho fatto la scuola e mi sono diplomato attore. Di seguito ho fatto esperienze con il Centro universitario teatrale e con il Teatro Stabile dell'Umbria per poi approdare all'esperienza di Rivombrosa". Come ha conosciuto il regista, Stefano Alleva? "Mi ha visto recitare in una manifestazione di Bastia Umbra chiamata 'Palio di San Michele', nel corso del quale viene organizzata la sfilata e ciascuno dei quattro rioni bastioli propone uno spettacolo teatrale di piazza. Ha partecipato come giurato lo stesso Alleva e proprio in quell'anno ho vinto il premio come migliore attore". E l'ingaggio è arrivato subito li? "Fondamentalmente sì, Stefano Alleva si è chiesto come sarei potuto essere dietro alle macchine da presa. Lavorando per dei cortometraggi e lavorando con l'aiuto regista Cristina Bravini ho avuto l'opportunità di partecipare al provino. Ho realizzato anche dei cortometraggi con la 'Trep' di Bastia Umbra, 'Trep perché non siamo un troup ma solo in tre insieme a Roberto Costantini, regista, e Fabio Mercanti, direttore della fotografia. siamo una 'Trep' molto unita e forte e che ci crede veramente". Come è andata questa avventura di Rivombrosa? "C'è stato circa un anno e mezzo di preparazione, quasi di due anni, una lavorazione di sette mesi ed una post produzione di 6-7 mesi. E' stato un grandissimo lavoro, il termine 'avventura' è appropriato. E' una macchina produttiva veramente grande, che ti fa girare la testa. S'incontrano grandi professionisti tra cui Manlio Rocchetti, vincitore del premio Oscar con 'A spasso con Daisy' e nominato all'Oscar per 'Chicago', che si occupa di trucco, parrucche... Devo dire che partecipare a questo lavoro con professionisti di questo calibro mi ha fatto molto piacere ma sulle prime mi ha fatto capire che forse si stava giocando sul serio". Dal punto di vista umano, partire da una città di provincia per arrivare a questa esperienza, come è andato? Basta la preparazione ricevuta? "Se si ha una buona preparazione si è pronti. Io, per fortuna, sono stato scelto in un momento in cui ero pronto. Se la preparazione avviene nei giusti tempi e con i maestri giusti, per questo vorrei ringraziare Roberto Ruggeri, direttore del Cut, che ha portato avanti un lavoro egregio anche nella scelta degli insegnanti. Mi hanno dato una prospettiva diversa sul pormi quotidianamente. Mi hanno fatto capire che lo stesso oggetto può essere visto in vari modi". Quando si lavora sul set le cose sono difficili? "Il set è un'altra cosa da teatro. I tempi sono velocissimi. Noi abbiamo fatto otto film in sette mesi, che è molto se si pensa che nel cinema si realizzano 2-3 minuti al giorno. Noi siamo arrivati anche a 10 minuti. I tempi sono stati rapidi. Veniva richiesta una grande professionalità sul set. Risparmiare tempo voleva dire soldi e realizzare le scene nella maniera migliore. Un lavoro come Rivombrosa mi pare che si aggiri sui 15-16 milioni di euro". E' andato già in onda? "Sì, dal quattro novembre al 13 dicembre scorso su Canale 5" Ventinove settimane di ripresa dal 29 gennaio al 29 agosto 2007? "Sì, è stato veramente interessante. Abbiamo visto tutta l'Italia partendo da Frascati, a Parma fino a sopra Torino, vicino ad Aosta, dove c'è il castello di Rivombrosa. E' stato un bel viaggio fatto da un bel gruppo tenuto saldo da Stefano Alleva. Abbiamo creduto tutti nel lavoro fatto". Ci sono momenti duri? "Sì, si lavora 13-14 ore al giorno. Anche se si lavora in una grande compagnia il confronto è sempre personale. Tutte le scene militari particolari le ho condotte, data la mia esperienza di Comandante della Folgore, insieme ad Alleva". La fiction è molto umbra, vero? "Sì, oltre a me ci sono Francesco Rossini e Michele Nani di Perugia. Anche loro hanno esperienze di studi importanti ed hanno lavorato con Ronconi. Siamo stati fortunati a lavorare con persone preparati. Anche il sarto, Daniele Gelsi, è di Gualdo Tadino. Fino al 15 gennaio ad Assisi c'è anche l'esposizione dei vestiti di Rivombrosa". Il futuro? "Sto valutando alcune proposte. E' importante scegliere lavori validi. Fare l'attore è un lavoro duro e serio". Con la terza serie di Rivombrosa Rodolfo Mantovani ha esordito in televisione, con il personaggio di Primo Rivalta.
 
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